Carestia a Gaza: l’Onu lancia l’allarme, Israele nega e diffonde spot social
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Direttore: Alessandro Plateroti

Carestia a Gaza: l’Onu lancia l’allarme, Israele nega e diffonde spot social

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L’Onu dichiara che Gaza ha raggiunto il punto di rottura per la carestia. Il Pam lancia un appello disperato, Israele smentisce tutto.

Come riportato da ansa.it, la situazione nella Striscia di Gaza ha superato ogni limite. Il Programma alimentare mondiale (Pam), braccio operativo dell’Onu per la distribuzione del cibo, ha dichiarato che il territorio è giunto a un “punto di rottura”, e ha lanciato un appello: “Basta così”. La direttrice esecutiva Cindy McCain, in visita a Khan Younis e Deir el-Balah, ha osservato personalmente le condizioni drammatiche: “Ho incontrato bambini affamati in cura per grave malnutrizione e ho visto foto di quando erano sani. Oggi, rispetto a quelle foto, sono irriconoscibili”.

Gaza Israele
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La denuncia del Pam e l’allarme globale

Secondo McCain, “la carestia a Gaza peggiora di giorno in giorno”, e per questo motivo il Pam sollecita l’“urgente ripristino della sua rete di 200 punti di distribuzione alimentare”, oggi sostituita dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), sostenuta da Israele e Stati Uniti. Tuttavia, i centri della GHF sono spesso teatro di violenze: “nei suoi centri di distribuzione si contano quotidianamente vittime di colpi di arma da fuoco”. A Rafah è stata segnalata anche “la scomparsa di diverse persone, tra cui un bambino”, come denunciato da cinque esperti Onu e relatori speciali.

La risposta israeliana e il conflitto informativo

Mentre la fame avanza, Israele nega tutto. Le autorità israeliane definiscono le denunce dell’Onu “tutto falso”, lanciando una vera e propria campagna di propaganda social, invitando noti influencer a testimoniare che “la carestia a Gaza non esiste”. Secondo questa narrazione, la Striscia sarebbe “piena di cibi sopraffini”, come mostrato nei numerosi spot a pagamento diffusi negli ultimi mesi.

Israele contesta apertamente anche i dati dell’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), chiedendone il ritiro. In caso contrario, “minaccia di chiedere ai governi donatori di interrompere i finanziamenti”. Per il segretario generale dell’Onu António Guterres, però, la carestia “non è più una possibilità incombente, è una catastrofe attuale”, e ribadisce: “Israele, in quanto potenza occupante, ha obblighi chiari: deve garantire la fornitura di cibo, acqua, medicine e altri beni essenziali”.

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ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2025 9:12

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